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Analisi dell’opera del dipinto “il sogno” di Picasso


Il Sogno
Pablo Picasso 1932
Olio su tela 130X97, collezione privata.

Questo ritratto fa parte di quella fase dell’opera di Picasso in cui, arrivato ad una buona maturità artistica, il pittore rivela tutta la sua potenitssima sensibilità cromatica.
E’ un momento in cui il colore acquisisce una profondissima vivacità e una funzione strutturale nella composizione e la costruzione delle figure, e il ritratto è fortemente caratterizzato dalla scomposizione della fisionomia che poi viene riproposta contemporaneamente in una vista frontale e una di profilo, rifusa in un’unica immagine, ma comunque separata da una netta linea divisoria(in genere data dal profilo del naso).
Il Sogno”, che ritrae la sua giovanissima amante, Marie Thérése Walter, placidamente addormentata, non fa eccezione né dal punto di vista cromatico, né da quello della scomposizione e ricomposizione della collocazione spaziale del soggetto.
Marie Thérése, che per lui costituisce un’ideale di donna particolare, di forte sensualità ed erotismo, ma innocente, psicologicamente innocua e poco impegnativa, è una presenza ricorrente nel suo lavoro( tra gli altri la si riconosce anche nel celebre “Donna allo specchio” dello stesso anno).
La figura è data da una serie di linee curve e sinuose, di spessore variabile, che contribuiscono ad accentuare la femminilità della ragazza dormiente.
Come sempre Picasso tende ad esaltare la personalità e il tipo di sentimenti che la persona ritratta suscita in lui, ecco quindi che Marie Thérése viene ripresa sempre con tonalità tenui, nel caso particolare giocate su pallidi toni di lilla e azzurro e bianco, le due zone di colore in cui è diviso il volto della ragazza, sono marcate quanto la linea nera che delinea il profilo del naso e quindi le due differenti prospettive di osservazione, il giallo dei capelli è l’unica nota accesa della sua figura.
Il rimanente della tela è giocato su contrasti cromatici primari e secondari di grande vivacità: il verde sulla sinistra che confina coi toni caldi e rossi della carta da parati e della poltrona, la sorta di grembiule blu su cui si abbandonano le mani della ragazza  tocca zone di giallo digradante in rosso, le ciocche di capelli formate dal contrasto tra un lilla pallido e il giallo primario della chioma.
Quello della ritrattistica degli anni’30, è uno stile pittorico assai diverso da quello degli esordi.
In esso si potrebbe in un certo senso notare un allontanamento dalla pittura e un’accademizzazione dell’antiaccademismo di Picasso stesso.

Robert Rosenblum
Reinterpretare Picasso,
1946-2004: un’autobiografia.

(scritto da Valentina Vezzani)

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