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Cultura e politica, un binomio possibile.


il quarto stato

Giuseppe Pellizza da Volpedo, il quarto stato

Era dall’apertura del mio blog, Quadri Famosi, che cercavo di dire la mia, a chiunque leggesse sperando nella comprensione e nel sostegno di giovani della mia età, riguardo alcuni aspetti della nostra società., dei nostri costumi.. E infatti ringrazio chi fin ora si è interessato del mio lavoro e sono felice per quelli a cui è anche utile.

Ho sempre pensato che è di estrema importanza per noi ragazzi più giovani, sviluppare anche una coscienza politica . Anche se la nostre poche conoscenze ed esperienze in materia, sono da ampliare a 360°, si può tentare.

Sviluppare questa percezione soprattutto per prendere una parte che può appartenerci, per riconoscere chi può, dall’alto del suo ruolo, dare voce ai nostri bisogni.

A prescindere dal fatto che credo profondamente in questo detto: “Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”, e che in molti casi credo nello stesso detto ribaltato, (basti pensare a Bill e Ilary Clinton, o alla coppia Obama),voglio dirvi di più su ciò che stimo e sulle cose in cui credo.

Ho sempre sostenuto e stimato le Donne che intraprendono qualsiasi percorso per dire ciò che vogliono dire in modo onesto. Che sia la via politica(Nilde Iotti), la musica(Caterina Caselli), la scrittura(Oriana Fallaci), l’arte (da Artemisia Gentileschi, a Paola Levi Montalcini), lo spettacolo (Raffaella Carrà), internet, giornalismo(Lilli Gruber), medicina e scienza (Rita Levi Montalcini), o quanto altro vogliamo aggiungere… E in particolare quelle che subiscono violenza e riescono a denunciarla, le donne che riescono a farsi sentire anche restando nelle loro semplici vesti giornaliere di casalinghe o mogli e mamme responsabili.

Ho da sempre stimanto le Donne che hanno cercato di non abbattersi alle critiche meschine o talvolta agli insulti, di alcuni prototipi di uomini e, o,  di altre tipologie della loro stessa specie.

In particolare, le donne che non cadono nelle TRAPPOLE delle “stronze”, che vengono quotidianamente tese loro, (“stronze” è un termine che spiegheremo  più avanti, nei prossimi post dedicati a questo genere di argomenti,  e vi assicuro che lo scrittore che ne tratta è davvero uno tosto).

Per questo motivo, sto sentendo il bisogno e la necessità di far valere la nostra tipologia di lavoro, quella che da sempre ho trattato a Quadri Famosi : l’arte,  e  il diritto di potersi sostentare con la propria materia prima.

Perchè in Italia i lavori rispettabili sono solo quelli ormai stereotipati e che i nostri nonni, o i nostri genitori ci hanno tramandato anche non volendo? Per caso un artista vale di meno di un dottore, o di un commesso, o di un ingegnere?

Allora com’è che il dottore e il commesso, o il professore si servono sia di colori, sia di note per aiutare persone in difficoltà o anche solo insegnare?

Perchè in Italia non c’è nessun uomo o donna di potere che si prenda la briga di far valere i diritti di noi lavoratori delle emozioni?

Io so per certo quanto lavoro c’è nella “costruzione” di un quadro,  per renderlo tale, e nello scrivere una canzone, anche se per umiltà o presunzione, sicuramente c’è chi ne sa più di me.

So quanto è brutto costringersi a vivere in un ruolo che non ci appartiene solo per poter sopravvivere.

Mi piacerebbe tanto che i ragazzi della mia età costretti a vivere in posti che sono culturalmente rimasti indietro, possano trovare il coraggio di dire quello che provano e pensano, (sapete ancora quanti ignoranti nella mia città, dopo avergli detto che gestisco un blog come questo, che scrivo canzoni, che dipingo, che leggo in continuazione, mi chiedono alla fine: ” si, però che lavoro fai?”-).

Trovare il coraggio di pensare ad alternative ad una vita dentro le acciaierie ternane. Trovare la forza di darsi un’alternativa. Possano elencare veramente ciò che gli manca per poter star meglio con se stessi. Possano prendere la vita come una possibilità e non solo come un qualcosa da affrontare con sfida, autodifesa, e cattiveria. Possano avere posti di lavoro per merito e non per raccomandazione, (anche se forse questa è, e resterà per molto ancora un’ utopia).

Soprattutto che possano dire la loro senza arrivare a pagare conseguenze che in realtà non dovrebbero pagare.

Però lo stimolo a volere di più per noi stessi, deve partire da noi. Se non ci sentono, dobbiamo gridare. Forte.

Per tutti questi motivi non posso che ammirare tutte le donne che nell’ultimo periodo hanno sentito il bisogno di farsi strada nella politica, tutte, senza esclusione di nessuna. Daniela Melchiorre, Daniela Santanchè, Mara Carfagna, Emma Bonino, Letizia Moratti, Rosi Bindi, insomma senza elencarle tutte,  le  presenze femminili presenti in Parlamento. Anche tutte quelle presenti al mondo…

Sapete perchè ho deciso di intraprendere questo prolisso discorso? Perchè sono una sognatrice e a volte ho come la convinzione che la politica possa aiutare l’arte a manifestarsi per tutto ciò che è: una disciplina, una filosofia di vita, il veicolo piu bello per potersi esprimere, ma soprattutto un lavoro degno di essere ben retribuito e rispettato per poter vivere.

L’arte può ancora essere lo strumento di trasmissione più efficace per diffondere messaggi indispensabili alla crescita della coscienza umana.

http://www.youtube.com/watch?v=R8peqvI-E4Q

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