Vincent Willem Van Gogh, La chiesa di Auvers
mag 19, 2008 '800 e '900
Posted by Eleonora Vignaroli
Bé che dire…Ho già parlato di questo artista nei miei post precedenti, e anche del periodo a lui attinente, o per lo meno dove i critici solitamente lo collocano, cioè il post-impressionismo, (per quello che mi riguarda, Vincent Van Gogh, è stato talmente innovativo, e personale, che non ha altri punti di riferimento se non se stesso ), quindi, ritorno a parlarne per un mio bisogno personale….
…. Una chiesa, due strade, il bene, il male, tratteggi spezzati, il caldo subito contrastato dal freddo, luci innaturali, che cadono dove l’attenzione deve andare in modo obbligatorio. Il blu trionfa sovrano, definendo il carattere del quadro e lo stato d’animo di Van Gogh in quel momento. I colori complementari , come le pennellate, costruiscono e disfano equilibri cromatici attinenti alle sue sensazioni.
Una costruzione particolare sotto un cielo blu elettrico, solo una macchia rossa fa si che ci sia distacco tra terra e cielo, ed è la macchia che si trova sul tetto. E’ come se il campanile, si rastremasse a toccare profondità di quel cielo che i nostri occhi non percepiscono, ma che ci arrivano però da altre dimensioni.
C’è solo una figura che cammina di spalle e sta percorrendo una strada, non si sa, se del bene o quella del male, quella che conduce l’uomo a sbagliare le proprie scelte, ma la percorre quasi indisturbata. Luci ed ombre, forse sono date dal chiarore dell’ atmosfera lunare, o forse dalla descrizione di un giorno interminabile, ma dai toni profondi.
Tutto sa di comune, ma rappresenta allo stesso modo, una sfaccettatura invisibile dagli occhi dei comuni. Quell’ aspetto leggibile solo se passato attraverso la sensibilità o la pazzia di Van Gogh.
Ecco quindi, che tra tutti i quadri famosi di Vincent, questo : La chiesa di Auvers, rimane uno tra i più belli, tra i più introspettivi ed appassionanti….
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Tags: colori complementari, post-impressionismo, Vincent Van Gogh

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