Artemisia Gentileschi – Autoritratto come allegoria della pittura
mag 11, 2008 '600
Posted by Eleonora Vignaroli
…Un’altra fantastica , meravigliosa donna che entrata e ha cambiato la storia dell’ arte con i suoi quadri famosi, è Artemisia Gentileschi ( figlia e allieva di Orazio Gentileschi ).
Artemisia, oltre ad essere il nome di una delle pittrici più grandi che abbiamo mai potuto avere, è anche il nome di una rinomata categoria di vegetazione, è una pianta : Assenzio Artemisia absintium.
Dico questo, perché per me, questa meravigliosa artista, fa l’effetto di una droga, come per tutte le persone che dipingono o amano, il calore della pittura.
Artemisia come il padre, amò la preziosità dei colori e la resa delle stoffe; tra le sue opere famose, fra cui Giuditta uccide Oloferne, Maddalena, c’è l’ Autoritratto come allegoria della Pittura , che è l’opera rappresentata in alto.
Come abbiamo detto, i colori avevano un’importanza fondamentale: l ‘intensità, la pastosità, la cromaticità.
Le sue figure, generalmente, dato il periodo storico, erano iconografie di personalità illustri, di santi, etc.., ma la particolarità di Artemisia, fu rappresentarli con la sua emotività che li faceva vedere sotto un punto di vista che andava in contrasto con la mentalità del periodo.
Artemisia non si accontentava dell’involucro e lasciava alle sue figure l’anima.
Si nota anche dal suo autoritratto, elegante ma estremamente ironico, la qualità altissima della sua pittura: uso della luce, anatomia quasi perfetta, panneggi, predisposizioni prospettiche, composizioni stilistiche altamente bilanciate, calore.
Nell’autoritratto, si vede come lei si sta dipingendo e probabilmente quel tipo di scelta cromatica coloristica, potrebbe essere la collocazione interiore della stessa; il volto è iniettato di luce, come il petto ed il braccio…. ( probabilmente, con una ricerca ben dettagliata, potrete sapere altro a livello tecnico, ma in questo momento e in questo articolo, non è nel mio intento), il resto, cioè il vestito ed il corpo, sono composti da toni scuri.
Questo perché la luce venne usata per mettere in evidenza , la sua diversità , la sua intelligenza, ( anche se era donna), era quasi un simbolo, che però era stato usato bene in stesura, per non essere troppo evidente.
Nella sua vita, l’ aspettarono molte sofferenze, ma queste non le impedirono di essere Artemisia, di sciogliersi da scuole accademiche e proprietà, di vivere da artista.
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Tags: artemisia gentileschi, autoritratto come allegoria della pittura

maggio 20th, 2009 at 22:26
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