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Gustav Klimt – "La Vita e la Morte"- Secessione


Nel 1897, Gustav Klimt ed il suo gruppo di artisti, fondarono “L’ Associazione delle belle arti” a Vienna.

Questa fu chiamata al tempo “Secessione“, e non si trattò di un movimento artistico traumatico, come molti altri; anzi, fu anche appoggiato dal comune di Vienna e dagli altri movimenti culturali del tempo, a suo modo però difendeva tutte le altre “associazioni” o movimenti artistici diversi da quelli classicheggianti del periodo precedente.

Il motto della Secessione era: “Ad ogni tempo – la sua arte, libertà per le arti !”, e riuscirono ad ottenere in poco tempo una forte visibilità e popolarità grazie alle frequentissime esposizioni appoggiate da molti enti culturali e dal comune stesso di Vienna.

In questo momento, l’ Austria aveva assorbito le influenze ed i colori dell’arte bizantina ed alcuni principi dell’arte orientale. Non trascuriamo poi l’importanza dell’ art nouveau.

Tramite questi due elementi fondamentali, possiamo vedere come essi, si andranno a ripercuotere nella pittura degli artisti di questo periodo, ed in particolare li troviamo in Klimt, che riconoscibilissimo per le sue caratteristiche fondamentali : COLORE, DECORAZIONI, CONTRASTI E LINEARITÀ, SIMBOLISMI, TENDENZA ALLA STILIZZAZIONE, CROMATISMI PREZIOSI E UNICI, ci ha ipnotizzato per secoli con il suo patrimonio artistico.

Negli ultimi anni ottanta poi, di questo secolo, finiti gli studi, Klimt lavorerà come decoratore di grandi spazi pubblici, tra questi i maggiori musei viennesi.

Ovviamente, nella sua pittura, troviamo anche questa evidentissima sfaccettatura.

Nacquero così le sue figurazioni altamente simboliche, ma anche opere allegoriche, e con quest’ultima affermazione, parliamo di uno dei quadri famosi di Klimt : La vita e la morte.

In quest’ opera tutto è un simbolismo: i colori freddi sono quelli che descrivono la morte, i colori caldi appartengono alla vita, il fondo è un fondo ed è scuro per mettere in risalto tutto il resto.

Il viso della MORTE è ovviamente uno scheletro che però, contento del suo ruolo, sorride e tiene un bastone, o uno scettro tra le mani , perché è ovviamente Lei che decide il destino di chi ha di fronte.

Questo scheletro, è rivestito con una lunga tunica (come quelle che indossava Klimt stesso), decorata da simboli: croci nere e cerchi che stanno a ricordare l’ inevitabile e l’ infinito.

Vi troviamo anche accordi cromatici tra gli azzurri, essa è una presenza pronta ad agire anche quando non se lo aspetta nessuno.

Questa figura è nettamente separata a livello compositivo dal Gruppo di elementi che compone la VITA.

Il messaggio che però l’artista vuole dare della vita, non è del tutto estraneo al primo, anche se in realtà, ce lo aspettavamo come nettamente opposto… Infatti i sette volti che cogliamo da questo insieme, sono tutti dolcemente addormentati, decorati da fiori e dai Suoi inconfondibili ori, alcuni nudi, altri con le lunghe tuniche, avvolti nelle linee curve e contorte ( e solo in apparenza linearmente pacate) della costrizione del vivere e della stessa composizione.

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