Vincent Willem Van Gogh, Madame Roulin, Post-Impressionismo
mag 1, 2008 '800 e '900
Posted by Eleonora Vignaroli
“…L’uomo è relativo, – aveva scritto Jules Michelet - egli deve venerare la donna e rispettarla, perché è lei che fa l’uomo, che gli dà piacere, e che di generazione in generazione, ha fatto sprigionare da lui, sotto la spinta dell’eterno desiderio, quei lampi di fuoco che noi chiamiamo arti o civiltà (…) Così ella crea il creatore, e non vi è nulla di più grande….”
Quando a proposito del ritratto di “Madame Roulin“, Vincent Van Gogh, scrive in una lettera al fratello Teo : “… Ed io sono soltanto l’artista…”, probabilmente, si riferisce a questa idea della donna senza la quale , l’artista non può esistere.
In questo ritratto, Madame Roulin, tiene in mano il cordone con cui dondola una culla.
Questo è a simboleggiare la donna come moglie, madre, ed essere che detiene il potere consolatorio e pacificatore per l’uomo.
Proprio in questo periodo, Vincent, scrive che durante le sue crisi, ha un forte ricordo della sua casa natale del Brabante, sinonimo per lui di angoscia e solitudine.
In questo ritratto, non sono presenti i chiaro-scuri, ne sfumature, la luminosità è data dai colori complementari che sbattono continuamente l’uno nell’altro, e in più la figura non si stacca dal fondo.
La donna è seduta su una sedia marrone, la sua carnagione senape, giallastra e acidula , nulla ha di reale, gli occhi sono verdi anche nella parte bianca, i capelli arancio sono raccolti, il vestito è nella parte superiore verde scuro, nella parte inferiore verde chiaro, le zone che normalmente erano zone di luce, sono invece pennellate giallastre.
Il pavimento è rosso e quindi, il complementare del verde del vestito.
Questo mette in primo piano la figura, ma allo stesso modo la figura dà importanza e collocazione al resto della stanza, dell’ambiente in cui Madame Roulin si trova ( è per questo che come detto prima, la figura, non si stacca dal fondo).
La stanza è coperta da carta da parati verde smeraldo decorato da fiori bianchi e gialli.
Lo sguardo della donna è rivolto in basso, forse è il rispecchio angosciato dell’artista stesso, forse è lo sguardo perso nel vuoto, della donna, mentre il suo corpo sta aiutando la culla al dondolio, con gli occhi socchiusi e malinconici.
Van Gogh stesso parla nelle sue lettere di questo ritratto, come fatto con una sorta di rozzezza formale ed espressiva, ma qui era interessato soltanto ad uno stile in armonia col soggetto…
Una donna veramente sposa e madre che irradia il suo intorno con forza e armonia al di là del cerchio familiare e verso il sociale.
Una donna con l’aria di chi ha sacrificato tutto di se.
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Tags: colori complementari, post-impressionismo, Vincent Van Gogh

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